Passa ai contenuti principali

Video donna indigena che muore in ospedale con insulti razzisti

Politici e gruppi di difesa chiedono un cambiamento sistemico dopo che una donna di etnia Atikamekw ha registrato i suoi ultimi momenti in un ospedale di Joliette, Quebec, incluso il primo ministro Justin Trudeau, che ha detto che il video mostra "la peggiore forma di razzismo". Nel video di più di sette minuti, Joyce Echaquan, 37 anni, può essere vista gridare aiuto da un letto d'ospedale del Quebec mentre le infermiere incaricate di prendersi cura di lei la denigrano con insulti razzisti e degradanti, scrive Rachel Gilmore. È morta poco dopo. Lascia sette figli. "Solo quando i governi riconosceranno i danni che vengono perpetrati contro le popolazioni indigene, prenderanno provvedimenti per correggerli e effettueranno le riparazioni necessarie, saranno evitati incidenti ripugnanti come quello subito da Joyce Echaquan", ha detto Lorraine Whitman, presidente del Native Women's Association of Canada, in una dichiarazione inviata a CTVNews.ca. Ha detto che il governo deve anche agire sulla base delle raccomandazioni formulate dalla Commissione Viens, la quale ha affermato l'anno scorso che il Quebec deve scusarsi per il modo in cui gli indigeni sono maltrattati dal servizio pubblico, anche nella fornitura di assistenza sanitaria. È una raccomandazione che il Gran Consiglio dei Cree ha fatto eco in una dichiarazione rilasciata martedì. "La Cree Nation ha raccomandato alla Commissione Viens che, al fine di sconfiggere la cultura dell'impunità alla Sûreté du Québec, l'alta dirigenza deve essere ritenuta responsabile per la cattiva condotta dei singoli ufficiali", ha detto il consiglio nella sua dichiarazione. "Che la morte di Joyce Echaquan non sia vana. Che sia lo shock a porre fine alla cultura dell'impunità e stabilisca la responsabilità in tutti i servizi pubblici nei loro rapporti con le persone indigene". Sebbene molte delle raccomandazioni relative alla salute della Commissione di Viens si concentrino sull'assicurare l'accesso a varie forme di assistenza sanitaria per le comunità indigene, essa richiede anche la creazione di spazi e pratiche di assistenza sanitaria sicuri e culturalmente sensibili. Mentre Trudeau non ha toccato le raccomandazioni specifiche quando ha parlato della tragedia mercoledì alla Camera dei Comuni, si è impegnato a fare "tutto il possibile per condannare tutte le forme di razzismo e discriminazione e per sostenere le persone colpite". "Questa è stata la peggiore forma di razzismo in un momento in cui qualcuno aveva più bisogno di aiuto. Questo è un altro esempio di razzismo sistemico, che è completamente inaccettabile in Canada", ha detto Trudeau. "Un'indagine deve essere completata rapidamente per determinare se Joyce sia stata vittima di commenti più che razzisti".

Compra il mio ultimo libro A morte i razzisti

Commenti

Post popolari in questo blog

Se Liam Neeson fosse stato nero

Di recente, l’attore irlandese Liam Neeson è salito alla ribalta per un’intervista, in occasione della quale ha raccontato un episodio personale.
Tempo addietro una sua cara amica gli aveva confidato di esser stata violentata.
Neeson si premurò di chiederle di che colore fosse l’aggressore e la donna rispose nero.


Ebbene, la star ha così dichiarato – seppur vergognandosi di se stesso – di essere andato in giro per quasi una settimana ogni giorno armato di un bastone sperando che qualche “bastardo nero” lo provocasse.
Lasciamo perdere l’ottusità del celebre attore, il quale non affermo sia del tutto razzista, ma comunque esprime un concetto altamente discriminatorio senza neanche rendersene conto, e non so cosa sia peggio.
Vi invito invece a immaginarvi l’opposto.
Che so, figuratevi un famoso attore afroamericano come Denzel Washington o Morgan Freeman fare le equivalenti affermazioni, rivelando di aver vagato per giorni in strada alla ricerca di “bastardi bianchi” da picchiare o peggi…

Il volto del razzismo

Il volto del razzismo.
Il volto del razzismo è nell’espressione di un ragazzo che irride un anziano signore.
Ma tu leggi pure come il pronipote di una massa informe di colonizzatori, composta da gente in cerca di fortuna, ma anche di assassini e criminali di ogni tipo, che si permette, sotto l’obiettivo della camera e gli sghignazzi dei suoi compari, di prendersi gioco del discendente delle vittime del genocidio più trascurato della storia, con almeno cento milioni di morti.
Ecco, osservalo con me…


Eccolo, il volto del razzismo.
Quell’espressione ottusamente spavalda.
Quel sorriso tanto ebete quanto privo d’empatia.
Quegli occhi freddi e senza alcuna luce intelligente.
Quel viso, sprezzante e intollerante, non viene dal nulla.
Qualcuno, tra pseudo genitori, cattivi insegnanti di professione o solo per vocazione, vergognosi esempi fatti persona, gliel’hanno disegnato sulla nuda pelle.
Questo è il volto e il figlio.
Del razzismo.


Leggi ancheStorie e Notizie
Seguimi anche suFacebook,Instag…

Il cadavere di un bianco

C’era una volta il bianco.
Ovvero, il presunto colore della pelle di un cadavere trovato laggiù, oltre mare.
In Africa, già.
Ilcorpo di un uomo bianco.
Perché va chiarito, non è razzismo, dicono.
Le parole servono a questo.
A dare un nome alle cose.
A coloro che non ne hanno uno solo.
E soprattutto a quelli le cui generalità non contino affatto, ma solo il colore della pelle.
Perché ci sono parole che sono tutto.
E altre che sono meno di niente.
Ecco perché si perdono nel buio, oscurità dentro se stessa, nero tra il nero più nero.
D’altra parte, si potrebbe magari titolare scrivendo trovato un cadavere, punto.
Rivenuto il corpo di un uomo, e basta.
Per poi informare e aver cura degli essenziali dettagli nell’articolo, o storia che sia.
Perché il senso, ovvero lo scopo della presenza della pagina, il legame che si palesa tra chi la crea e chi la legge, è quello.
Informare e aver cura degli essenziali dettagli.
Invece, ecco ciò che accade.
Trovato il cadavere di un bianco.
Il corpo di un uo…