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Video contro il razzismo: You clap for me now

Un video con residenti nel Regno Unito e persone di origini straniere che recitano una poesia antirazzista ha messo in luce il ruolo cruciale che i lavoratori immigrati svolgono nell'epidemia di Covid-19.

You Clap for Me Now, scritto da Darren James Smith, presenta britannici di diverse origini che sono i lavoratori chiave durante la pandemia globale; tra cui dottori, infermieri, insegnanti, negozianti e autisti di consegna, molti dei quali hanno sperimentato discriminazioni ai loro danni.

Il video, che è stato prodotto da Sachini

Imbuldeniya, inizia con il messaggio: "Ciò di cui il Regno Unito ha più paura è venuto dall'estero, prendendo il nostro lavoro e rendendo pericoloso camminare per le strade..."



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Ecco, osservalo con me…


Eccolo, il volto del razzismo.
Quell’espressione ottusamente spavalda.
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Quegli occhi freddi e senza alcuna luce intelligente.
Quel viso, sprezzante e intollerante, non viene dal nulla.
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Del razzismo.


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Il cadavere di un bianco

C’era una volta il bianco.
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In Africa, già.
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Perché va chiarito, non è razzismo, dicono.
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Perché ci sono parole che sono tutto.
E altre che sono meno di niente.
Ecco perché si perdono nel buio, oscurità dentro se stessa, nero tra il nero più nero.
D’altra parte, si potrebbe magari titolare scrivendo trovato un cadavere, punto.
Rivenuto il corpo di un uomo, e basta.
Per poi informare e aver cura degli essenziali dettagli nell’articolo, o storia che sia.
Perché il senso, ovvero lo scopo della presenza della pagina, il legame che si palesa tra chi la crea e chi la legge, è quello.
Informare e aver cura degli essenziali dettagli.
Invece, ecco ciò che accade.
Trovato il cadavere di un bianco.
Il corpo di un uo…