Passa ai contenuti principali

Razzismo verso ciò che vedi o credi di vedere

Con l'aumentare della tensione in India per la diffusione del Coronavirus, le persone originarie degli Stati del nord-est hanno dovuto affrontare attacchi a sfondo razziale nelle città di tutto il paese. Sono accusati di aver portato COVID-19 in India a causa del loro aspetto (?).

Le caratteristiche somatiche delle persone dell'India nord-orientale possono sembrare simili a quelle cinesi. Le vittime di attacchi affermano che l'aspetto cinese ha causato loro attacchi fisici e abusi sui social media.

"Il mio collega è stato recentemente attaccato e

maltrattato verbalmente fuori Delhi. Abbiamo sempre affrontato il razzismo in passato, ma questa volta è stato portato a un nuovo livello", ha dichiarato Thokchom Singhajit, segretario generale della Manipur Students Association.

"Non mi è stato permesso di entrare in un negozio di alimentari durante il blocco. Il proprietario ha allontanato me e i miei amici", ha detto Rippon Shanglai, uno studente di Manipur, uno stato nel nord-est dell'India.

La scorsa settimana, una studentessa post-laurea di uno stato nord-orientale ha riferito alla polizia locale di essere stata violentata a Delhi. Ha detto alla polizia che una persona l'ha chiamata "corona" e le ha sputato addosso.

Le persone degli stati nord-orientali hanno affermato di essere state anche molestate razzialmente sui social media con insulti come "Chinki".

Perché il razzismo è qualcosa di illogico, privo di fondamento e ragionevolezza e si basa unicamente su quel che l’occhio vede, o crede di vedere...

Leggi anche Storie e Notizie

Commenti

Post popolari in questo blog

Se Liam Neeson fosse stato nero

Di recente, l’attore irlandese Liam Neeson è salito alla ribalta per un’intervista, in occasione della quale ha raccontato un episodio personale.
Tempo addietro una sua cara amica gli aveva confidato di esser stata violentata.
Neeson si premurò di chiederle di che colore fosse l’aggressore e la donna rispose nero.


Ebbene, la star ha così dichiarato – seppur vergognandosi di se stesso – di essere andato in giro per quasi una settimana ogni giorno armato di un bastone sperando che qualche “bastardo nero” lo provocasse.
Lasciamo perdere l’ottusità del celebre attore, il quale non affermo sia del tutto razzista, ma comunque esprime un concetto altamente discriminatorio senza neanche rendersene conto, e non so cosa sia peggio.
Vi invito invece a immaginarvi l’opposto.
Che so, figuratevi un famoso attore afroamericano come Denzel Washington o Morgan Freeman fare le equivalenti affermazioni, rivelando di aver vagato per giorni in strada alla ricerca di “bastardi bianchi” da picchiare o peggi…

Il volto del razzismo

Il volto del razzismo.
Il volto del razzismo è nell’espressione di un ragazzo che irride un anziano signore.
Ma tu leggi pure come il pronipote di una massa informe di colonizzatori, composta da gente in cerca di fortuna, ma anche di assassini e criminali di ogni tipo, che si permette, sotto l’obiettivo della camera e gli sghignazzi dei suoi compari, di prendersi gioco del discendente delle vittime del genocidio più trascurato della storia, con almeno cento milioni di morti.
Ecco, osservalo con me…


Eccolo, il volto del razzismo.
Quell’espressione ottusamente spavalda.
Quel sorriso tanto ebete quanto privo d’empatia.
Quegli occhi freddi e senza alcuna luce intelligente.
Quel viso, sprezzante e intollerante, non viene dal nulla.
Qualcuno, tra pseudo genitori, cattivi insegnanti di professione o solo per vocazione, vergognosi esempi fatti persona, gliel’hanno disegnato sulla nuda pelle.
Questo è il volto e il figlio.
Del razzismo.


Leggi ancheStorie e Notizie
Seguimi anche suFacebook,Instag…

Il cadavere di un bianco

C’era una volta il bianco.
Ovvero, il presunto colore della pelle di un cadavere trovato laggiù, oltre mare.
In Africa, già.
Ilcorpo di un uomo bianco.
Perché va chiarito, non è razzismo, dicono.
Le parole servono a questo.
A dare un nome alle cose.
A coloro che non ne hanno uno solo.
E soprattutto a quelli le cui generalità non contino affatto, ma solo il colore della pelle.
Perché ci sono parole che sono tutto.
E altre che sono meno di niente.
Ecco perché si perdono nel buio, oscurità dentro se stessa, nero tra il nero più nero.
D’altra parte, si potrebbe magari titolare scrivendo trovato un cadavere, punto.
Rivenuto il corpo di un uomo, e basta.
Per poi informare e aver cura degli essenziali dettagli nell’articolo, o storia che sia.
Perché il senso, ovvero lo scopo della presenza della pagina, il legame che si palesa tra chi la crea e chi la legge, è quello.
Informare e aver cura degli essenziali dettagli.
Invece, ecco ciò che accade.
Trovato il cadavere di un bianco.
Il corpo di un uo…