Passa ai contenuti principali

Ruolo dei media nella diffusione del razzismo

È giunto il momento per tutti i principali media di smettere di diffondere l'odio di Trump e finirla con il ripetere i suoi soprannomi razzisti riguardo al virus.

Di fronte alla crescente pressione sulla diffusione del Coronavirus e alla risposta lenta della sua amministrazione alla pandemia globale, Donald Trump è si è concentrato sulla sua unica vera droga. Quella droga è il "razzismo" e la sta ingerendo spinto dalla "xenofobia".

Trump ora sta usando palesemente il Coronavirus contro la Cina. Invece di chiamarlo con il suo nome scientifico, Covid-19, Trump ora utilizza un soprannome geografico (non è necessario ripeterlo) e afferma che la malattia "viene dalla Cina". Nel frattempo, senatori repubblicani bigotti,

come John Cornyn del Texas, stanno rendendo il collegamento più esplicito, inquadrando la cultura cinese e le abitudini alimentari come la "fonte" di una serie di malattie moderne. Lo sciovinismo culturale di Cornyn evita convenientemente le abitudini alimentari americane, che sembrano strane in molte parti del mondo, contribuiscono alla diffusione di tutto, dalla malattia della mucca pazza, in Inghilterra, all’E. coli proprio negli USA. Mi chiedo, continua a scrivere il giornalista Elie Mystal, se al senatore del Texas sarebbe piaciuto se avessimo chiamato E. coli "American Pooping Cowboy Plague".

Ma la loro ipocrisia non ha importanza. Ciò che conta è che Trump e un certo numero di repubblicani stanno usando questi termini per distrarre le persone dalla risposta incompetente dell'amministrazione al virus. Stanno dando alla base bianca addolorata di Trump qualcun altro da incolpare per i nostri problemi.

Le loro parole stanno funzionando. Persone di ogni stato e provenienza condividono storie di odio e vetriolo rivolte a loro e ai loro figli. Un uomo mi ha detto su Twitter che le persone chiamano i suoi figli "coronavirus" a scuola. Un uomo asiatico è stato spruzzato con Febreze sulla metropolitana di New York City. Il NYPD ha arrestato un tredicenne per aver presumibilmente aggredito un 59enne mentre faceva commenti anti-asiatici e gridava qualcosa sul coronavirus.

Se i media facessero il loro lavoro, questa sarebbe la storia: il presidente degli Stati Uniti sta mettendo a rischio la vita durante una pandemia globale incitando alla violenza contro i concittadini americani. Se Trump avesse erroneamente incolpato il coronavirus "milionari e miliardari", e i bianchi ricchi sarebbero stati picchiati in metropolitana, la stampa sarebbe dappertutto ad attaccare la sua retorica odiosa e divisiva.



E cosa dire dei nostri, di media, riguardo alla propaganda razzista di Salvini, Feltri e compagnia discriminante?

Leggi anche Storie e Notizie

Commenti

Post popolari in questo blog

Se Liam Neeson fosse stato nero

Di recente, l’attore irlandese Liam Neeson è salito alla ribalta per un’intervista, in occasione della quale ha raccontato un episodio personale.
Tempo addietro una sua cara amica gli aveva confidato di esser stata violentata.
Neeson si premurò di chiederle di che colore fosse l’aggressore e la donna rispose nero.


Ebbene, la star ha così dichiarato – seppur vergognandosi di se stesso – di essere andato in giro per quasi una settimana ogni giorno armato di un bastone sperando che qualche “bastardo nero” lo provocasse.
Lasciamo perdere l’ottusità del celebre attore, il quale non affermo sia del tutto razzista, ma comunque esprime un concetto altamente discriminatorio senza neanche rendersene conto, e non so cosa sia peggio.
Vi invito invece a immaginarvi l’opposto.
Che so, figuratevi un famoso attore afroamericano come Denzel Washington o Morgan Freeman fare le equivalenti affermazioni, rivelando di aver vagato per giorni in strada alla ricerca di “bastardi bianchi” da picchiare o peggi…

Il volto del razzismo

Il volto del razzismo.
Il volto del razzismo è nell’espressione di un ragazzo che irride un anziano signore.
Ma tu leggi pure come il pronipote di una massa informe di colonizzatori, composta da gente in cerca di fortuna, ma anche di assassini e criminali di ogni tipo, che si permette, sotto l’obiettivo della camera e gli sghignazzi dei suoi compari, di prendersi gioco del discendente delle vittime del genocidio più trascurato della storia, con almeno cento milioni di morti.
Ecco, osservalo con me…


Eccolo, il volto del razzismo.
Quell’espressione ottusamente spavalda.
Quel sorriso tanto ebete quanto privo d’empatia.
Quegli occhi freddi e senza alcuna luce intelligente.
Quel viso, sprezzante e intollerante, non viene dal nulla.
Qualcuno, tra pseudo genitori, cattivi insegnanti di professione o solo per vocazione, vergognosi esempi fatti persona, gliel’hanno disegnato sulla nuda pelle.
Questo è il volto e il figlio.
Del razzismo.


Leggi ancheStorie e Notizie
Seguimi anche suFacebook,Instag…

Il cadavere di un bianco

C’era una volta il bianco.
Ovvero, il presunto colore della pelle di un cadavere trovato laggiù, oltre mare.
In Africa, già.
Ilcorpo di un uomo bianco.
Perché va chiarito, non è razzismo, dicono.
Le parole servono a questo.
A dare un nome alle cose.
A coloro che non ne hanno uno solo.
E soprattutto a quelli le cui generalità non contino affatto, ma solo il colore della pelle.
Perché ci sono parole che sono tutto.
E altre che sono meno di niente.
Ecco perché si perdono nel buio, oscurità dentro se stessa, nero tra il nero più nero.
D’altra parte, si potrebbe magari titolare scrivendo trovato un cadavere, punto.
Rivenuto il corpo di un uomo, e basta.
Per poi informare e aver cura degli essenziali dettagli nell’articolo, o storia che sia.
Perché il senso, ovvero lo scopo della presenza della pagina, il legame che si palesa tra chi la crea e chi la legge, è quello.
Informare e aver cura degli essenziali dettagli.
Invece, ecco ciò che accade.
Trovato il cadavere di un bianco.
Il corpo di un uo…