venerdì 7 febbraio 2020

Razzismo nell’esercito

Secondo un sondaggio compiuto all’interno delle truppe statunitensi, ma che può essere motivo di riflessione anche qui da noi, rivela che più di un terzo di tutti i soldati in servizio attivo e più della metà dei membri dei servizi appartenenti a minoranze affermano di aver assistito personalmente a dichiarazioni inneggianti al nazionalismo bianco o comportamenti razzisti, alimentati dall'ideologia diffusa negli ultimi mesi.

La ricerca ha esaminato lo scorso autunno 1.630 abbonati alla rivista Military Times tra i soldati in servizio attivo riguardo le loro opinioni su leader politici, minacce globali e priorità di politica interna. Offre un'istantanea preoccupante dell'esposizione delle truppe a visioni estremiste

mentre serve nonostante gli sforzi ai leader militari, per invitarli a far qualcosa di più per promuovere la diversità e il rispetto per tutte le etnie.

L'indagine del 2019 ha rilevato che il 36% delle truppe che hanno risposto ha visto prove di suprematismo bianco e ideologie razziste nell'esercito, un aumento significativo rispetto all'anno precedente, quando solo il 22% - circa 1 su 5 - ha riferito lo stesso nel sondaggio.

I membri appena arruolati – quindi maggiormente vulnerabili - hanno maggiori probabilità rispetto agli ufficiali di ascoltare opinioni estremiste (37% e 27%). Le minoranze hanno una probabilità significativamente più grande di segnalare casi di comportamento razzista rispetto ai bianchi (53% rispetto al 30%).

Al contempo, però – ed è questo il paradosso - le truppe che hanno risposto al sondaggio hanno indicato i nazionalisti bianchi come la maggiore minaccia alla sicurezza nazionale rispetto sia al terrorismo interno connesso con l'Islam che con l'immigrazione.

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