martedì 21 gennaio 2020

Razzismo colonialismo e genocidi

La schiavitù di un tempo e il razzismo negli Stati Uniti, ieri come oggi, sono conseguenze del genocidio compiuto ai danni dei nativi.
Martin Luther King Jr. vide qualcosa di essenziale: l'espansione e l’occupazione a ovest di terre altrui, con lo scopo di rubarle, modellò e approfondì il rapporto della presunta rivoluzione con la schiavitù, e quindi la discriminazione razziale.

Disse King: “L’America è nata nel genocidio, quando ha abbracciato la dottrina secondo cui l'originale americano era una razza inferiore. Ancor prima che sulla nostra costa vi fossero

numerosi africani, la cicatrice dell'odio razziale aveva già sfigurato la società coloniale. A partire dal XVI secolo, il sangue scorreva in battaglie per la supremazia di una (presunta) razza sull’altra. Siamo forse l'unica nazione che ha cercato di spazzare via la sua popolazione indigena a livello di politica nazionale.”

Allo stesso modo, le sciagurate e disumane politiche coloniali degli USA ed europee, come di molti altri paesi del mondo, hanno contribuito in modo determinante a far sedimentare e alimentare il razzismo nella cultura fondante della società attuale.

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