giovedì 30 gennaio 2020

Kobe Bryant contro il razzismo

Mentre il mondo continua a ricordare la tragica morte della leggenda del basket Kobe Bryant, avvenuta domenica in un incidente in elicottero, il presidente UEFA Aleksander Čeferin ha descritto il noto atleta come un modello per il modo con cui ha gestito il razzismo nello sport.

"Non conoscevo personalmente Bryant", ha dichiarato Čeferin, "ma sono sempre stato colpito dal modo con cui non ha mai evitato di prendere una posizione ferma contro il razzismo. Lo ha reso un vero modello per altre star dello sport di alto profilo".

Čeferin ha ricordato i commenti di Bryant il 16

gennaio sulla recente serie di incidenti razzisti nel calcio, in particolare in Italia, dove la star dei Lakers ha vissuto dai sei ai 13 anni. Nell'intervista condotta dalla CNN in un evento di Major League Soccer in California, Bryant sottolineò il ruolo fondamentale dell'educazione nella lotta al razzismo tra gli appassionati di calcio: “Anche se abbiamo fatto tanta strada, c'è ancora molto da fare e penso che l'educazione sia sempre la cosa più importante.”

Le lezioni apprese da ragazzo hanno plasmato la sua ferma posizione antirazzista nel corso di una carriera di 20 anni nella NBA.

"Mentre crescevo in Italia, ho ovviamente assistito in prima persona ad alcune partite di calcio. I miei genitori mi hanno insegnato e istruito su come affrontare questo genere di cose", ha aggiunto Bryant nella stessa intervista della CNN.

Sottolineando, quindi, anche il ruolo fondamentale della famiglia, oltre quello della scuola.

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