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Sono sempre lì

È sempre stato lì, ha dichiarato di recente Deta Hedman, campionessa britannica di origini giamaicane, parlando del razzismo, nonché citando citando l’ultima email ricevuta dopo la recente sconfitta.
Ucciditi, diceva il testo della missiva.
Non si dovrebbe mandare a nessuno, un messaggio del genere, ha commentato, anche se ha anche aggiunto che tali attacchi nel tempo non l’hanno scoraggiata del tutto e che li ha affrontati cercando di farsi ancora più forte.
Non tutti hanno tale vigore d’animo e volontà, purtroppo.
Nondimeno, la Hedman ha ragione da vendere.



Come le loro stolte aggressioni, i razzisti sono sempre stati lì.
Anzi, sono sempre lì.
Ma al contempo, da qualche parte, magari proprio accanto, rei di un’ingiustificata inconsapevolezza, vi sono coloro che razzisti non sono.
Ecco, è tutto lì, il gioco delle parti che può rendere il teatro vivente un luogo migliore.
Quello dove le voci egualitarie e sane del mondo guadagnino il proscenio e, schierandosi al fianco delle vittime, coraggiosamente sostengano con queste ultime lo sguardo dei marrani.


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