giovedì 17 gennaio 2019

Il cadavere di un bianco

C’era una volta il bianco.
Ovvero, il presunto colore della pelle di un cadavere trovato laggiù, oltre mare.
In Africa, già.
Il corpo di un uomo bianco.
Perché va chiarito, non è razzismo, dicono.
Le parole servono a questo.
A dare un nome alle cose.
A coloro che non ne hanno uno solo.
E soprattutto a quelli le cui generalità non contino affatto, ma solo il colore della pelle.
Perché ci sono parole che sono tutto.
E altre che sono meno di niente.
Ecco perché si perdono nel buio, oscurità dentro se stessa, nero tra il nero più nero.
D’altra parte, si potrebbe magari titolare scrivendo trovato un cadavere, punto.
Rivenuto il corpo di un uomo, e basta.
Per poi informare e aver cura degli essenziali dettagli nell’articolo, o storia che sia.
Perché il senso, ovvero lo scopo della presenza della pagina, il legame che si palesa tra chi la crea e chi la legge, è quello.
Informare e aver cura degli essenziali dettagli.
Invece, ecco ciò che accade.
Trovato il cadavere di un bianco.
Il corpo di un uomo bianco.
Perché, malgrado ciò che ti diranno, chi si cela dietro a siffatte parole è mosso dall’insopprimibile bisogno di distinguere un colore dall’altro.
E, mi dispiace, ma questo è esattamente il razzismo.
Oh, se lo è...



Leggi anche Storie e Notizie

Nessun commento:

Posta un commento