Passa ai contenuti principali

Carta della famiglia ariana

C’era una volta la carta della famiglia.
Della famiglia ariana, però, non confondiamo.
Anzi, non mescoliamo.
Camerati, a noi!
Nel senso letterale, ecco.
Tutto a noi e a loro, nisba.
Fratelli patrioti, il governo di giallo verde vestito, ovvero camuffato, ma in realtà è nero fino al midollo, ha approvato l’ennesimo emendamento a difesa della razza italica.
Difatti, la vecchia carta del 20 settembre 2017, buonista, tollerante e smidollata permetteva alle famiglie con redditi modesti e almeno tre figli minorenni di ricevere sconti su beni e servizi di vario genere, come medicinali, prodotti alimentari, bollette e altro.
Tutte le famiglie, senza la necessaria distinzione genetica, creando un pericoloso e contaminante miscuglio che noi altri, baluardi del sangue puro, ci siamo prefissi di debellare.
D’altronde, ci avete votato per questo, giusto?
E per cos’altro, allora?




Indi per cui, grazie alla nostra sterilizzante modifica, l’agevolazione verrà garantita soltanto alle famiglie ariane, in altre parole, di comprovata origine italiana, chitarra, spaghetti e mandolino, pure mafia, va’, tutto il repertorio, basta che sia roba certificata.
Al contempo, le famiglie… cioè, gli esotici agglomerati che si ostinano a voler sembrare civili come noi contraendo matrimonio e figliando, per quanto legalmente regolari, non potranno mai godere dei nostri stessi privilegi.
Perché non siamo noi a essere razzisti.
Forse lo siamo, magari facciamo solo finta per guadagnare consenso.
Di sicuro lo siete voi che ci avete votati.
È che ancora non lo avete capito...

Leggi anche Storie e Notizie

Commenti

Post popolari in questo blog

Se Liam Neeson fosse stato nero

Di recente, l’attore irlandese Liam Neeson è salito alla ribalta per un’intervista, in occasione della quale ha raccontato un episodio personale.
Tempo addietro una sua cara amica gli aveva confidato di esser stata violentata.
Neeson si premurò di chiederle di che colore fosse l’aggressore e la donna rispose nero.


Ebbene, la star ha così dichiarato – seppur vergognandosi di se stesso – di essere andato in giro per quasi una settimana ogni giorno armato di un bastone sperando che qualche “bastardo nero” lo provocasse.
Lasciamo perdere l’ottusità del celebre attore, il quale non affermo sia del tutto razzista, ma comunque esprime un concetto altamente discriminatorio senza neanche rendersene conto, e non so cosa sia peggio.
Vi invito invece a immaginarvi l’opposto.
Che so, figuratevi un famoso attore afroamericano come Denzel Washington o Morgan Freeman fare le equivalenti affermazioni, rivelando di aver vagato per giorni in strada alla ricerca di “bastardi bianchi” da picchiare o peggi…

Il volto del razzismo

Il volto del razzismo.
Il volto del razzismo è nell’espressione di un ragazzo che irride un anziano signore.
Ma tu leggi pure come il pronipote di una massa informe di colonizzatori, composta da gente in cerca di fortuna, ma anche di assassini e criminali di ogni tipo, che si permette, sotto l’obiettivo della camera e gli sghignazzi dei suoi compari, di prendersi gioco del discendente delle vittime del genocidio più trascurato della storia, con almeno cento milioni di morti.
Ecco, osservalo con me…


Eccolo, il volto del razzismo.
Quell’espressione ottusamente spavalda.
Quel sorriso tanto ebete quanto privo d’empatia.
Quegli occhi freddi e senza alcuna luce intelligente.
Quel viso, sprezzante e intollerante, non viene dal nulla.
Qualcuno, tra pseudo genitori, cattivi insegnanti di professione o solo per vocazione, vergognosi esempi fatti persona, gliel’hanno disegnato sulla nuda pelle.
Questo è il volto e il figlio.
Del razzismo.


Leggi ancheStorie e Notizie
Seguimi anche suFacebook,Instag…

Il cadavere di un bianco

C’era una volta il bianco.
Ovvero, il presunto colore della pelle di un cadavere trovato laggiù, oltre mare.
In Africa, già.
Ilcorpo di un uomo bianco.
Perché va chiarito, non è razzismo, dicono.
Le parole servono a questo.
A dare un nome alle cose.
A coloro che non ne hanno uno solo.
E soprattutto a quelli le cui generalità non contino affatto, ma solo il colore della pelle.
Perché ci sono parole che sono tutto.
E altre che sono meno di niente.
Ecco perché si perdono nel buio, oscurità dentro se stessa, nero tra il nero più nero.
D’altra parte, si potrebbe magari titolare scrivendo trovato un cadavere, punto.
Rivenuto il corpo di un uomo, e basta.
Per poi informare e aver cura degli essenziali dettagli nell’articolo, o storia che sia.
Perché il senso, ovvero lo scopo della presenza della pagina, il legame che si palesa tra chi la crea e chi la legge, è quello.
Informare e aver cura degli essenziali dettagli.
Invece, ecco ciò che accade.
Trovato il cadavere di un bianco.
Il corpo di un uo…