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Babbo Natale libera Pietro il moro

Babbo Natale e Zwarte Piet (Black Pete, Pietro il moro) - foto da Wikipedia
Caro Babbo Natale,
ovvero, la versione olandese, ecco.
Diciamo pure del Belgio, va’.
Capisco che le tradizioni siano importanti, me ne rendo conto.
Sono consapevole del fatto che, malgrado le incongruenze con la vita reale, ciò che conta non sia l’aspetto puramente formale, ma il significato del rito.
Ovviamente non mi perderò in scontate considerazioni sul consumismo di massa concentrato nel mese dicembrino a ridosso della festività che ti vede protagonista.
Passo oltre anche dinanzi all’ingombrante legame che vede la tua indistinguibile figura, nonché il tuo look e l’allegra risata, con gli spot nel secolo scorso dell’arcinota bevanda effervescente quanto energizzante.
Mi sforzo altresì di tralasciare nel tempo di una pagina la colossale contraddizione tra l’abituale quadretto del venticinque, con la famigliola riunita sotto l’albero a scartar pacchi, e la maggioranza del pianeta costretta alla finestra, ma dal lato esterno, dove per miliardi di persone vuol dire fame e stenti.
Nondimeno, anche le tradizioni, sopratutto quelle benevoli sulla carta con cui avvolgere doni e pie intenzioni, dovrebbero avere un cuore da qualche parte.
Ti prego, perché non fai un regalo alla porzione d'umanità colpevole di esser nata con la carnagione sbagliata?
Sciogli le catene che imprigionano Zwarte Piet, Black Pete, Pietro il moro, o comunque lo si chiami.
Libera il suo personaggio da tale ricorrente incubo.
Perché ad alcuni piacerà pure interpretare Babbo Natale, ma nessuno è felice di essere il piccolo aiutante nero...

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