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Storie di razzismo e delirio

Care amiche e gentili amici,
chi vi parla è una persona attenta ai fenomeni che, in questo travagliato momento storico, attanagliano la nazione. Per ovvi motivi preferirei rimanere anonimo, le rivelazioni che sto per farvi potrebbero mettermi a rischio.
Confesso che ho già contattato quotidiani e settimanali, tv di stato e non, tuttavia, nessuno ha voluto prendersi la responsabilità di rendere pubbliche le mie affermazioni. Confido nel coraggio e nella voglia di verità che traspare nella rete. Vado perciò al dunque. Rumeni, polacchi, cinesi, indiani, pakistani vivono ormai tra noi. Essi vivono, per citare un film di Carpenter. E insieme a questi vi sono anche gli africani. Immagino li abbiate notati anche voi. Non vorrei aggiungere altra preoccupazione di fronte all’invasione che le nostre città stanno subendo. Ciò nonostante, sento il dovere di far luce sull’aspetto più grave di questa sciagura.
Non ditemi che anche voi non avete sentito dentro un non so che di inquietudine innanzi a queste persone con la pelle scura, spesso con le labbra pronunciate, i muscoli robusti, con fisici snelli e vigorosi, i denti sani e gli occhi accesi di vita...

Dal libro Il dono della diversità, antologia di racconti ispirati da fatti realmente accaduti premiata nel 2015 con il Marchio editoria di qualità alla Rassegna della Microeditoria di Chiari.

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