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Storie di razzismo in America

Jonathan Ferrell aveva 24 anni ed è stato ucciso da un poliziotto che ha sparato ben 12 colpi.
Il peccato di Jonathan? L’aver pensato di poter chiedere aiuto dopo aver avuto un incidente con l’auto.
Ah, dimenticavo un particolare.
Che sbadato.
Jonathan era afroamericano.
Da noi, basterebbe dire di colore.
In un messaggio video, sua madre ha dichiarato: “Non voglio seppellire mio figlio. E’ mio figlio che dovrebbe seppellire me…”
Tuttavia, così è andata.
Così va.
Ma allora, se proprio questa tomba deve avere un senso, allarghiamola e riempiamola come merita, una volta per tutte.
Seppelliamo un ragazzo con infinite vite davanti, visto che altrettante possibilità lo attendevano all’orizzonte.
Ma con lui, sotterriamo l’idiozia dei giornali, della tv, anche del cinema, pure quest’ultimo, e dei libri, anch’essi, che si ostinano a dipingere il nero con la più mendace delle didascalie.
Cattivo, pericoloso, disonesto, nemico, da temere e da respingere.
Pena la vita e la serenità di quest’ultima.

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