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Storie di razzismo e musica

A ventotto anni sei un uomo, diceva sua madre.
A ventotto anni, è da tempo che sei un uomo, bofonchiava il papà.
A ventotto anni puoi essere un uomo o meno, ma cantare per primo a Woodstock è ugualmente uno shock.
Un magnifico e orgasmico shock che in tanti, infinitamente tanti, invidieranno nei secoli a venire.
Richie guadagnò il proscenio del vasto palco, agguantò la chitarra, anzi, l’abbracciò come solo il più eccitato tra i ragazzi avrebbe mai potuto fare con la propria amante, chiuse gli occhi e iniziarono a fare all’amore.
Una parola perfetta, per opportunità e tempismo, si levò dalle sue labbra un istante dopo.
Freedom, ovvero libertà, libertà di essere il primo.
Non il primo nero, d’accordo e, per fortuna di molti, neanche l’ultimo, ma uno dei tanti primi neri a dare inizio a qualcosa di unico e irripetibile, in un paese dove tale privilegio veniva dato solo ai bianchi.

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